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28/11/2016 | 20:28

L'impianto a biogas di 999 kilowatt sorge in localitÓ Sali rossi, nel Comune di Carmiano, e fu sottoposta a sequestro probatorio. Secondo l'accusa, gli imputati avrebbero commesso alcuni abusi edilizi tra il novembre del 2011 e l'aprile del 2014.


Il giudice ha emesso la sua sentenza


Carmiano. Erano accusati di presunte irregolarità nella costruzione di una centrale a biogas, ma sono stati entrambi assolti, "perché il fatto non sussiste". Il giudice monocratico Silvia Saracino della seconda sezione penale ha emesso una sentenza di "non colpevolezza" nei confronti di Serafino Faggiano, 57enne di Torre Santa Sussanna, legale rappresentante della ditta Società Agricola Prospettiva in Fitoenergy s.r.l.; Pietro Licignano, 57enne di Lecce, progettista e direttore dei lavori. Accolta, dunque, la tesi difensiva degli avvocati De Lorenzis  e Francesca Conte, legali dei due imputati. In precedenza, il pubblico ministero aveva invocato una pena di sei mesi. 
  
L'impianto a biogas di 999 kilowatt sorge in località ‘Sali rossi’, nel Comune di Carmiano. Secondo l'accusa rappresentata dal pubblico ministero Antonio Negro gli imputati avrebbero commesso alcuni abusi edilizi; avrebbero cercato di realizzare in assenza di apposite autorizzazioni, un impianto di cogenerazione a biogas in due particelle. La cubatura sarebbe risultata però maggiore di quella consentita; l'altezza dei manufatti superiore al limite, ma soprattuto la distanza dal centro abitato più vicino, inferiore ai 1.000 metri. 
  
Inoltre, Licignano e Faggiano rispondevano dell'ipotesi di reato di "falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità", per quanto attestato nelle "relazioni di asseverimento" e nelle tavole tecniche. Nello specifico, per la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici adottati e la distanza dall'abitato dei Comuni di Novoli e Carmiano, nella nuova localizzazione della Centrale. I reati sarebbero stati commessi tra il novembre del 2011 e l'aprile del 2014.
  
La centrale a biogas di Carmiano fu sottoposta a sequestro probatorio e poi dissequestrata dal Tribunale del Riesame. Nel maggio del 2013, però, furono nuovamente apposti i sigilli. Il provvedimento fu eseguito dagli uomini del NIPAF, Nucleo Investigativo del Corpo Forestale, al comando dell‘ispettore Antonio Panzera. La società costruttrice aveva presentato la DIA nel novembre 2011, ma successivamente su indicazioni del Comune di Carmiano e dell’ASL di Lecce, ha dovuto spostare il "sedime" dell’impianto, perché troppo vicino all’abitato di Novoli. Nel far ciò, riteneva il gip Simona Panzera, non si sarebbe munita dell’autorizzazione unica regionale e del relativo permesso a costruire.




Autore: Angelo Centonze

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